BIBLIOFILIA
192 pagine
€ 20,00
ISBN 978-88-89609-51-4
Hans Tuzzi
Bestiario bibliofilo
Imprese di animali nelle marche tipografiche dal XV al XVIII secolo (e altro)
Centinaia di marche tipografiche antiche censite e descritte minuziosamente in rapporto all’animale che vi compare. Con piccole ma continue sorprese quasi ad ogni pagina: ad esempio, che in alcune edizioni giuntine al giglio si attorce un serpente, o che il pesce che orna lo stemma di un tipografo ginevrino è finito cotto in salsa sul tavolo di un pranzo nuziale descritto da Balzac. E con alcune risposte: perché mai un fagiano dovrebbe artigliare un delfino? o un orso e un leone sbranare concordi una scimmia? E, per ogni animale – da Agnello a Volpe – un denso profilo “d’autore” (Tuzzi è anche apprezzato romanziere) che ne ricostruisce la natura simbolica e culturale, ma non solo. Dotte divagazioni che ci consentono di scoprire che, prima della scoperta del Polo Australe, chiamavamo Pinguino uccelli molto diversi da quelli che oggi portano quel nome; che di Elefante ne esistono varie specie, ma l’uomo ha imparato a riconoscerle molto tardi, poco più di cent’anni fa; che un solo libro al mondo è stato rilegato usando una medaglia di Pisanello come decorazione, e che quella medaglia rappresenta un Grifone; che in Cina il giardino di un palazzo imperiale venne concepito per poter fornire cibo alla mitica Fenice; che è grazie a un Cane che l’uomo conosce la porpora, la cui Conchiglia, ci spiega il poeta Marino, è simbolo del corpo di Cristo così come la porpora ne è il sangue. E così via. Un libro erudito e divertente, ma di scientifica esattezza: nella seconda parte è un censimento descrittivo di centinaia di marche di stampatori di Antico Regime del Vecchio e del Nuovo Mondo (con succose notizie sui moderni) ma, nella prima, è anche un Manuale di zoologia quasi fantastica.
Gli autori:
Hans Tuzzi ha pubblicato con le Edizioni Sylvestre Bonnard i saggi di bibliofilia Collezionare libri (2000), Gli strumenti del bibliofilo (2003), Libro antico libro moderno (2006) e inoltre Gli occhi di Rubino (2006) e, fra il 2002 e il 2005, i quattro romanzi che hanno a protagonista il commissario Melis, la cui ultima inchiesta, lodata fra gli altri da Corrado Augias, è La morte segue i magi (Bollati Boringhieri, 2009).
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