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344 pagine
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€ 32,00 |
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| ISBN 88-89609-13-3 |
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| Lucien X. Polastron |
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| Libri al rogo |
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| La censura libraria, nell’immaginario collettivo come nella realtà storica, ebbe i suoi più cupi fasti nel rogo dei libri: poiché se antico e molteplice è il nesso tra libri e libertà, non meno antica e molteplice è la reazione di divieto. Di roghi di libri è piena la Storia, e Polastron ce la racconta con grande esattezza documentaria e notevole emozione. Dall’antichità ai nostri giorni il bagliore, reale o metaforico, di quei fuochi ha puntualmente illuminato passaggi significativi e drammatici della vicenda umana, identificandosi talvolta con la volontà di distruzione di un intero popolo. Certo, il rogo è l’ultimo, estremo e rozzo passo di una più articolata storia di censure nei confronti del libero pensiero, ma la frequenza cui vi si è fatto ricorso dal Concilio di Nicea in poi è impressionante. E maggiore si fa con l’introduzione del libro a stampa, e con la moltiplicazione delle occasioni di lettura. Tra le vittime illustri, i libri ritenuti “luterani” o “eretici”; opere come l’Émile o, nella Germania nazista, i testi di autori “degenerati” come i fratelli Mann o Brecht. Ma anche, in una sorta di contrappasso, le opere gesuitiche bruciate in Francia nel 1761. Senza considerare, ovviamente, i libri ebraici, sempre guardati con sospetto e spesso distrutti. Un saggio avvincente e amaro, che conferma pienamente l’amara sentenza di Heine: “Si comincia bruciando libri e si finisce bruciando esseri umani”. Perché sì, è vero: “libro è libertà”.Un saggio storico di grande respiro, da leggere per non dimenticare e da far leggere ai nostri figli perché capiscano quale bene prezioso è la libertà di pensiero. |  |  |  | Gli autori: Lucien X. Polastron, giornalista nato in Guascogna nel 1944, esperto di calligrafia e cultura araba e cinese, è stato spinto a scrivere questo volume dalla distruzione della Biblioteca di Sarajevo nel 1992. Il libro è in uscita anche in Spagna, Corea e Qatar. |
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